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Per le vostre gite Turistiche in TOSCANA

Offriamo la nostra professionalità e la nostra profonda conoscenza del territorio, come supporto alle vostre esigenze turistiche in questa parte di Toscana, che si trova in posizione privilegiata per raggiungere in breve tempo:

Firenze, Siena, Assisi, il Chianti, la Val d'Orcia, il Casentino

Le nostre proposte:

  •  Noleggio Bus GT, dotati di ogni comfort,di cui disponiamo direttamente.

  •  Sistemazioni individuali e gruppi presso strutture 3, 4 stelle in Toscana.

  •  Organizzazione Congressi,meeting,eventi e cene di lavoro.

  •  Stop lunch per gruppi e visite ad aziende agricole con degustazione prodotti

Arezzo Celtic Festival 23 - 24 - 25 Giugno

Arezzo Celtic Festival 23 - 24 - 25 Giugno

 

UNA   MANIFESTAZIONE    “ UNICA “   AD  AREZZO

 

IL  CELTIC  FESTIVAL    23 – 24  - 25  GIUGNO  2017

 

PARCO   DI   VILLA  SEVERI    VIA REDI

 Ispirato  alle vicende storiche nel periodo storico che va dal IV al  III sec  A.C . questo periodo di declino etrusco fu motivo di un susseguirsi di guerriglie, alleanze, lotte e rivolte atte a definire un assetto alla città che era di fatto oggetto di conquista non solo da parte della città di Roma  il Celtic Festival si propone di raccontare l’incontro di popoli le loro usanze con modi e costumi differenti troveremo tre accampamenti: Etruschi, Romani, Celti ed è su quest’ultima popolazione  poco conosciuta che si vuole i incentrare l’interesse educativo del pubblico la manifestazione sarà un susseguirsi di attrazioni specifiche e non mancheranno gastronomia ,bevande  (tra i quali l’antica bevanda idromele e Ippocrasso ) un mercatino artigianale  con artigiani di antichi mestieri dove  mastri caramisti, fabbri, e conciatori lavorano i propri materiali mostrandone difficoltà  e maestria artistica il pubblico invece potrà iscriversi per potersi cimentare nel suonare l’arpa o la cornamusa  o seguire conferenze sulla cultura e credenze dei popoli celtici 

 

 Pacchetti Gruppi:

 Sistemazione alberghiera con trattamento mezza pensione

bevande  incluse  p.p.p.n

Possibilità di proporre visite guidate

 e suggerimenti per  itinerari di visita intera giornata o mezza giornata

la Verna,  Sansepolcro,  Monterchi  e  Cortona……..

  

A partire da Euro  55.00  -

                                                      minimo 25 persone

Possibilità anche di  pacchetti  per individuali

                          Possibilità di fornire servizi transfer Bus e Minibus

 

 

 

 

Storia di Arezzo:

Fondazione: Arezzo viene fondata sicuramente dalle popolazioni villanoviane, dopodiché subisce l'influenza degli Etruschi e cresce di importanza fino a divenire una delle dodici lacumonie d'Etruria. Le prime testimonianze archeologiche della futura Arretium, di cui non sappiamo tutt'ora il vero nome etrusco, risalgono alla fine del VI sec. a.C.: tratti di mura, resti dell'acropoli di S. Cornelio, resti della necropoli sul Poggio del Sole, la Chimera e la Minerva (bronzi del V e III sec. a.C., Museo Archeologico di Firenze), ceramiche greche di importazione (cratere di Euphronios, Museo Archeologico di Arezzo), vasi di bucchero. Epoca Romana e Medioevo: Nel 311 a.C. Arezzo viene sconfitta e subisce l'occupazione di Roma. Nel III sec. a.C. la città, divenuta etrusco-romana, combatte a fianco di Roma contro i Galli Senoni accogliendo un presidio militare romano e divenendo un punto strategico per l'espansione di Roma verso settentrione. Successivamente, durante le guerre civili, Arezzo si schiera con Mario e Pompeo contro Silla, subendo poi la punizione di quest'ultimo e di Cesare che ne fanno una colonia. Arezzo cresce di importanza fino a divenire la terza città in Italia, durante l'epoca Augustea. Le mura vengono ampliate, sorgono l'Anfiteatro (II sec.), il teatro e le terme. Con Caio Cilnio Mecenate, divenuto ministro e consigliere dell'imperatore Ottaviano Augusto, si ha un grande impulso all'economia e all'arte. I vasi corallini prodotti ad Arezzo giungono anche in India. Durante il Medioevo, nonostante il crollo del mondo romano e le invasioni barbariche, Arezzo mantiene prestigio ed importanza; è uno dei primi centri occupati dai Longobardi che costruirono castelli e pievi. Dopo la vittoria dei Franchi sui Longobardi, la città entra a far parte del Sacro Romano Impero Carolingio. Dai secoli X e XI sorge la figura del vescovo-conte, che vive nel castello fortificato di Pionta (Duomo Vecchio) e che inizia ad assumere il titolo comitale (1059). A causa della sua importanza economica e del suo prestigio, il vescovo viene nominato direttamente dall'Imperatore.Il Libero Comune: con la ripresa successiva al Mille, si ha la nascita del Libero Comune, che limita il potere signorile delle autorità ecclesiastiche. La presenza di un console ad Arezzo è attestata fin dal 1098. Verso il 1200 avviene la costruzione di una nuova cerchia muraria, il cui perimetro raggiungeva i 2.600 m e si forma il borgo maestro. Nel Duecento sorgono edifici pubblici e case-torri; viene ultimata la Pieve di S.Maria. Alla fine del secolo inizia la costruzione della Cattedrale, in stile gotico, e delle chiese di S. Francesco e S. Domenico.La vita è regolata dal Comune, prevalentemente ghibellino, il quale di estende su un vasto territorio e nascono scontri con i grandi Comuni vicini. Successivamente alla calata di Manfredi di Svevia in Italia, Arezzo si schiera apertamente con l'imperatore e sconfigge, unendo il proprio esercito con quello imperiale, l'armata guelfa di Firenze a Montaperti. In seguito alla sconfitta dell'esercito imperiale a Benevento, Arezzo rimane l'ultimo importante baluardo ghibellino, così il papato finanzia Firenze che, grazie anche a mercenari francesi, impartisce una dura sconfitta ai Ghibellini a Campaldino (1289). Nella disfatta muore anche Guglielmino Ubertini, vescovo di Arezzo. Firenze e Siena entrano in possesso di vasti territori aretini.Con il risveglio culturale, si hanno Arti liberali e attività di rimatori (Guittone, 1235 ca. - 1294) e di artisti locali (Margarito d'Arezzo, 1236 ca. - 1293), seguiti da artisti fiorentini (Cimabue) e senesi (Pietro Lorenzetti); si ha l'apertura dello Stadium. Nel 1304 nasce ad Arezzo Francesco Petrarca. La Signoria dei Tarlati da Pietramala: Guido Tarlati risolleva la città dalla sconfitta di Campaldino e avvia un nuovo periodo di sviluppo; c'è così un nuovo ampliamento della cita muraria. Succede a Guido Tarlati il fratello Pier Saccone, con il quale la città cade in decadenza e viene ceduta a Firenze. Riconquistata l'indipendenza, Arezzo vive una lunga crisi politica e viene ceduta di nuovo a Firenze (1384). L'ultimo artista aretino a lavorare in città nella seconda metà del 1300 è Spinello Aretino (1346 ca. - 1410). Nel Quattrocento l'avvenimento di maggior importanza è l'affidamento a Piero della Francesca degli affreschi del coro della chiesa di S. Francesco; nasce così il ciclo della Leggenda della Vera Croce.Il 1500: il Cinquecento aretino è dominato da Giorgio Vasari (1511 – 1574) ed operano in città Guglielmo de Marcillat (vetrate della Cattedrale e della Ss. Annunziata) e Bartolomeo Ammannati La dominazione medicea è per Arezzo una catastrofe: viene realizzato un nuovo sistema di fortificazione, vengono distrutti il palazzo del Comune ed il Duomo Vecchio. I lavori di fortificazione portano al rifacimento della Fortezza e all'erezione di mura bastionate. Sorgono numerose dimore nobiliari e sulla parte superiore di Piazza Grande viene costruito il grande edificio vasariano delle Logge. Dall'epoca granducale al 1861: sotto l'influenza fiorentina, si passa dallo stile gotico a quello rinascimentale. Durante il lungo periodo di dominazione fiorentina (prima sotto la Signoria medicea, poi entro lo Stato granducale dei Medici e dei Lorena), Arezzo ha un declino economico, sociale, culturale e demografico. Di questo periodo si ricordano solo Andrea Ceselpino (1519 – 1603) e Francesco Redi (1626 – 1698). Nel 1772, con la riforma comunicativa si ha la nascita del moderno Comune di Arezzo, dal punto di vista territoriale. Nell'Ottocento Vittorio Fossombroni (1754 – 1844) opera la bonifica della Valdichiana. Nel 1825 nasce il Compartimento aretino, primo nucleo della Provincia aretina. Con l'unificazione dell'Italia (1861) e l'annessione di Arezzo al nuovo Stato unitario, si ha la riconquista dell'autonomia amministrativa.

Anfiteatro Romano: tra via Crispi e via Margaritone. Fu costruito nel I sec. d.C. con pietra arenaria e laterizi e conteneva circa ben 8.000 persone, ma ne restano oggi solo pochi ruderi. Su una parte dell'Anfiteatro fu costruito un convento degli Olivetani, oggi Museo Archeologico fondato nel 1822 dalla Fraternita dei Laici

Piazza Guido Monaco: una piazza circolare, con diametro di 100 m, risalente all'800, situata all'incrocio di tre strade importantissime: via Guido Monaco (1870), via Petrarca e via Roma. Al centro della piazza si trova il monumento, opera di Salvino Salvini (1882), a Guido Monaco (o Guido D'Arezzo), l'ideatore della moderna notazione musicale e del tetagramma.

Casa del Petrarca: sorge in via dell'Orto. Qui nacque il celebre poeta nel 1304, ma l'edificio attuale è frutto di una ricostruzione del XVI sec. e di più restauri. Oggi è sede dell'Accademia Petrarca di lettere, arti e scienze.

Fortezza Medicea: costruita nel 1500 dai Medici di Firenze, si trova sulla cima della collina di Arezzo e vanta un meraviglioso panorama. È adibita a parco pubblico insieme ai giardini del "Prato"

Palazzo dei Priori: sede del comune di Arezzo, si trova in piazza della Libertà. Costruito nel XIV sec., possiede una caratteristica torre quadrangolare e una grande loggia a tre ordini. Vi si trovano affreschi di Parri di Spinello e di Teofilo Torri; tele di Giorgio Vasari e di altri artisti aretini.

Palazzo Pretorio: costruito tra il XIV e il XV sec., sorge in via dei Pileati. È caratterizzato dalla facciata ricoperta di stemmi dei Podestà e Commissari fiorentini che governaro la città. Oggi è sede della biblioteca di Arezzo.

Piazza Grande o Piazza Vasari: è la più antica piazza della città e una delle più belle d'Italia. Nonostante gli edifici che la circondano siano di epoche diverse, la piazza vanta un'incredibile armoniosità. A sud e ad est si hanno costruzioni medievali (Palazzo Tofani, Torre dei Làppoli), a nord è presente un palazzo del Cinquecento con loggiato vasariano, a ovest la pieve di Santa Maria, il palazzo del Tribunale e il quattrocentesco palazzo della Fraternita dei Laici. Piazza Grande, resa celebre in tutto il mondo anche dal film "La vita è bella" di Roberto Beningni è, due volte all'anno, scenario della tradizionale "Giostra del Saracino". Inoltre, ogni prima domenica del mese e sabato precedente, si svolge anche qui la Fiera Antiquaria.

Palazzo della Fraternità dei Laici: sorge in piazza Grande. Nonostante la sua costruzione risalga a tre epoche diverse, l'insieme dei diversi stili, dà un meraviglioso risultato. La parte inferiore è gotica (XIV sec.), ma il palazzo fu completato in stile rinascimentale da Bernardo Rossellino nel XV sec. Il tutto è sovrastato da un campaniletto a vela disegnato dal Vasari (XVI sec.), dove si trova un orologio di Felice da Fossato, ancora funzionante che indica l'ora, il giorno e le fasi lunari, realizzato secondo la concezione tolemaica dell'universo, con la terra al centro intorno alla quale ruotano il sole e la luna.

Cattedrale:  si trova sulla parte più alta della collina di Arezzo, vicino alla Fortezza Medicea, dalla quale è separata dal "Prato". Per la sua posizione e per la sua mole imponente, è visibile da ogni parte. Venne costruita seguendo il disegno di Margaritone dalla fine del XIII sec., per il volere di Guglielmino degli Ubertini, vescovo di Arezzo. La costruzione fu ultimata solo nel XVI sec. a causa di numerose interruzioni, mentre la facciata è del XX sec. Il campanile, inizialmente a vela, fu fatto a torre nel 1858 ed infine completato di guglia nel 1935. La chiesa gotica ospita preziose opere d'arte, come le vetrate istoriate di Guglielmo da Marcillat, la "Maddalena" di Piero della Francesca, il Sepolcro del vescovo Guido Tarlati (1276, Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura), l'Altare Maggiore alla cui costruzione avrebbe preso parte Giovanni Pisano, come sostiene Giorgio Vasari. Nella Cattedrale si trova l'immagine della Madonna del Conforto, patrona della città.  Chiesa di San Domenico: chiesa gotica situata nell'omonima piazza. Presenta una facciata con portale romanico sormontata da un campanile a vela. Costruita su disegno di Nicola Pisano, per volontà della famiglia Tarlati nel XIII sec. All'interno si possono ammirare numerosi affreschi di artisti locali e sull'Altar Maggiore un famosissimo Crocifisso del Cimabue (1265).   Basilica di San Francesco: si trova nell'omonima piazza; costruita su disegno di Frà Giovanni da Pistoia nel XIV sec., è rimasta incompleta nel rivestimento ed ornamento. È costituita da una sola navata e si possono ammirare affreschi di Spinello Aretino, Parri di Spinello, Desiderio da Settignano, Luca Signorelli; ma l'opera sicuramente più importante è la "Leggenda della Vera Croce" il capolavoro di Piero della Francesca, una delle più alte espressioni della pittura italiana ed europea. Tratta dalla leggenda aurea di Iacopo da Varagine, l'opera d'arte rinascimentale ha un'enorme importanza artistica e turistica. Badia di ss. Flora e Lucilla: sorge in piazza della Badia; fu costruita nel XIV sec. dai monaci Benedettini Cassinesi e fu ampliata su disegno del Vasari nel XVI sec. Possiede un particolare campanile del XVII sec. e ospita al suo interno un Crocifisso su tavola di scuola senese. Pieve di Santa Maria: in stile romanico, sorge all'inizio di Corso Italia (termine di via dei Pileati); la costruzione iniziò dopo il 1140 e si protrasse fino all'inizio del 1300. Il campanile, detto delle "cento buche" per via delle molte finestre bifore, fu costruito nel 1330. Sulla facciata sono presenti sculture di Domenico Marchionne. All'interno si può ammirare un bellissimo polittico di Pietro Lorenzetti (1320); nella cripta è custodito il cranio del patrono della città, San Donato. Santa Maria delle Grazie: sorge fuori dal centro storico, al termine di viale Mecenate. È famosa per il meraviglioso porticato di Benedetto da Maiano (XV sec.); la chiesa, del tardo gotico, fu eretta su disegno di Domenico del Fattore e conserva un altare di Andrea della Robbia, unica opera in marmo dell'artista. Santa  Maria in Gradi: si trova nella piazza omonima. Costruita su disegno di Bartolomeo Ammannati nel XVI sec., il campanile è datato 1671, il soffitto ligneo 1711, l'altare è del 1600. Ospita terracotte di Andrea della Robbia. Chiesa della ss. Annunziata: chiesa rinascimentale a tre navate che sorge in via Garibaldi. Disegnata da Bartolomeo della Gatta, la costruzione fu terminata da Antonio Sangallo. Sulla facciata si trova l'"Annunciazione" di Spinello Aretino

 

 

la verna

Una grande croce in legno al bordo del piazzale si affaccia sulla valle del Casentino, siamo a 1128 metri sul mare e si gode di un panorama magnifico. Dal Quadrante abbiamo anche una bella veduta dell'insieme del complesso monastico: la Basilica con il suo campanile, circondata dal porticato e la piccola cappella di Santa Maria degli Angeli. I tetti in pietra del convento con camini dalla forma fantasiosa, costruiti dagli stessi frati del convento, come anche il pozzo della foresteria, l'antica cisterna utilizzata per ospiti e pellegrini. Se però abbiamo bisogno di una rinfrescata, oggi possiamo sfruttare la fontanella di acqua fresca che si trova sulla roccia che fa da base alla croce.

Santa Maria degli Angeli Questa piccola chiesa rappresenta il nucleo originario attorno al quale si è poi sviluppato tutto il convento e fu costruita in seguito all'apparizione della Vergine a San Francesco. Sul suo campanile a vela vi è ancora la campana donata nel 1257 da San Bonaventura. All'interno l'altare ospita un dossale di terracotta invetriata con l'Assunta che dona la cintola a San Tommaso, opera di Andrea della Robbia, realizzata intorno al 1485. Vicino all'ingresso si trovano due pale, sempre di scuola robbiana: la Natività con San Francesco e Sant'Antonio di Luca della Robbia e la Pietà, di Giovanni della Robbia.

La Basilica ed il Campanile Dalla piazza del Quadrante si accede alla Basilica Maggiore, dalla forma a croce latina ed a navata unica. Fu iniziata nel 1348, ma terminata solo nel 1509 grazie al contributo dell' Arte della Lana di Firenze, il cui stemma è osservabile sulla volta. All'esterno la basilica è abbracciata da un porticato che si prolunga quasi fino al campanile. Quest'ultimo è di forma quadrata e non molto alto (24 metri), risale alla fine del 1400. La sua coppia di campane si può udire nelle valli circostanti nei giorni di festa. La basilica conserva al suo interno capolavori d'arte, fra i quali spiccano le ceramiche di Andrea della Robbia e della sua bottega, come la Madonna del Rifugio, che arricchisce l'altare dedicato a San Francesco, la Natività, l'Annunciazione e la pala dell'Ascensione. Quest'ultima, risalente al 1490, in orgine era ospitata al centro della chiesa, sul fondo, concludendone la prospettiva e rappresentando l'immagine culminante della visita alla Verna. Nella Cappella delle Reliquie sono conservati, in una bacheca di cristallo, alcuni oggetti appartenuti a Francesco: la tovaglia, la ciotola e un bicchiere, un pezzo di corda, la "disciplina" (flagello di penitenza in catenelle di ferro), il bastone. In una teca in bronzo è esposta poi la reliquia del sangue del Santo: un panno di lino che egli teneva sulla ferita del costato, e che è rimasta intrisa del sangue. Viene portata in processione nelle grandi festività. Nella Basilica sono accolti due organi, uno del 1586, intarsiato, ed un grande organo più recente  che viene utilizzato, oltre che per la liturgia, anche per concerti estivi.

Il Corridoio delle Stimmate A sinistra della Basilica si trova la Cappella della Pietà, terminata nel 1532. Dello stesso anno probabilmente è anche la tavola invetriata policroma che raffigura la Pietà, eseguita da Santi Buglioni. Attraverso una porta ad arco si accede al Corridoio delle Stimmate, edificato tra il 1578 e il 1582. E' in questo corridoio che si svolge la processione dei frati, che si recano sul luogo dove Francesco ricevette le stigmate. La processione avviene tutti i giorni, a partire dal 1431, e il suo orario attuale è alle ore 15. La leggenda dice che una notte d'inverno, quando fuori imperversava una tormenta, i frati dovettero rinunciare alla processione. La mattina dopo trovarono impresse nella neve le orme degli animali del bosco, che erano andati in processione al loro posto. Fu così costruito il corridoio per dare riparo ai frati anche negli inverni nevosi. Il corridoio è affrescato con episodi della vita di San Francesco, in particolare quelli che riguardano la Verna. Gli affreschi originali furono presto rovinati dalle intemperie e furono rifatti in diversi tempi. Oggi ci sono 21 riquadri, 18 realizzati da Baccio Maria Bacci tra il 1929 e 1962, in sostituzione degli affreschi seicenteschi di fra' Emanuele da Como, che erano già stati rinnovati nel 1840 da Luigi e Giovanni Ademollo, la cui opera è ancora visibile negli ultimi tre riquadri. La storia del Santo è preceduta da un affresco che rappresenta il Presepe: fu proprio Francesco nel 1223 il primo a voler rappresentare una scena che mostrasse la natività.A metà del corridoio una porta dall'aspetto antico, coperta di borchie di chiodi, permette di accedere ad una grotta buia in fondo alla quale troviamo una lastra di roccia. Era questo il luogo dove San Francesco riposava, usando la nuda pietra come letto. Una griglia di ferro è stata posta a protezione della pietra perché la gente, ritenendola miracolosa, ne asportava dei pezzi.

Cappella della Stimmate Proseguendo si giunge alla cappella delle Stimmate, che rappresenta un pò il cuore del Santuario. Sorge sul luogo ove San Francesco ricevette le stigmate e venne edificata nel 1263. Sul pavimento è segnalato da una lapide il luogo dove sarebbe avvenuto il miracolo. Sopra la porta vi è un tondo con la Madonna con Bambino benedicente, della bottega di Andrea della Robbia. Sulla parete di fondo è posta una monumentale pala, di Andrea della Robbia, raffigurante Cristo crocifisso fra angeli con ai piedi la Madonna, San Giovanni, San Francesco e San Girolamo dolenti. Uscendo all'aperto si può girare attorno alla grande roccia su cui poggiano le fondamenta della cappella di S. Sebastiano e del Romitorio. Una ringhiera permette di affacciarsi senza pericolo sui prati sottostanti e di godere della bellissima veduta. Nella parete rocciosa è presente un piccolo anfratto, chiuso da un grata. Al suo interno, stando a quanto si legge nei Fioretti, fu accolto San Francesco una volta che il demonio cercava di gettarlo nel dirupo e la roccia si avvolse su di lui come se fosse di cera molle, dandogli riparo.

Sasso Spicco Un'altra roccia della Verna avvolta da un alone di prodigio, è il Sasso Spicco. Dal piazzale è possibile scendere in una gola che si apre fra enormi massi, che sembra solcare e dividere in due tutta la montagna. Qui vi è questo masso imponente che sporge sopra un'altra grande roccia. Sembra staccato (da cui il nome "spicco", che sporge) e si regge solo per il contrappeso della sua parte nascosta. Sotto il riparo offerto dal masso San Francesco usava pregare intensamente e meditare la passione di Cristo, come ci ricorda la grande croce in legno che è appoggiata su questo antico luogo di preghiera. Dopo aver visitato il Santuario è possibile, e molto bello, visitare anche gli spazi circostanti che offrono luoghi altrettanto belli ed interessanti. In circa mezzora è possibile raggiungere poi la vetta del Monte Penna con una camminata facile  e, con la bella stagione, alla portata di tutti. Abbiamo qui descritto un itinerarioche raggiunge la vetta del monte Penna e poi torna al Santuario in cui descriviamo anche un pò gli ambienti che lo circondano.

 

SANSEPOLCRO

La città natale di Piero della Francesca

 Posta ai piedi dell’ultimo tratto dell’Appennino toscano, Sansepolcro domina la Vatiberina che si apre in un vasto anfiteatro montano e collinare, delimitato dall’Alpe della Luna, dalla Massa Trabaria, dalle colline della vicina Umbria e dai monti dell’Aretino e dell’Alpe di Catenaia. La tradizione attribuisce a Sansepolcro un’origine mitica per opera di due Santi pellegrini, Arcano ed Egidio che, di ritorno dalla Terra Santa, si fermarono in questa valle dove, per segno divino, decisero di restare e costruire una piccola cappella per custodire le Sacre Reliquie. Intorno a questo primo oratorio si sviluppò un’antica abbazia benedettina oggi cattedrale dedicata a San Giovanni e tutt’intorno il Borgo che fu detto, proprio per questa origine, del Santo Sepolcro. Negli antichi annali del Comune gli storici chiamarono Borgo Sansepolcro “novella Gerusalemme”.L’origine mitica non esclude una presenza dell’uomo in epoca precedente ma sarebbero proprio le popolazioni insediatesi in questa parte dell’Alta Valle del Tevere e probabilmente disperse in piccoli nuclei rurali durante la guerra greco-gotica (VI sec.) e la penetrazione longobarda (VI-VII sec.) a trovare nell’abbazia un polo attorno al quale aggregarsi. Sul mito delle origini si hanno testimonianze già a partire dal 1266 ma è Francesco Largi cancelliere comunale nel 1418 a narrare la storia dei pellegrini Egidio e Arcano. La ricostruzione del passato della città è profondamente legata anche al maestoso fiume che l’attraversa, restituendo il nome di Valtiberina a tutta la valle che lo circonda. La zona è sempre stata un vivace centro commerciale per la sua caratteristica di terra di confine oggi incrocio tra quattro regioni al centro esatto dell’Italia.Verso la metà del XIV secolo, Sansepolcro visse sotto la dominazione dei Visconti, Signori di Milano, per poi passare, e rimanervi 60 anni, nel 1371 sotto il potere dei Malatesta di Rimini. Il devastante terremoto subito nell'anno 1352 rende molto complicato ricostruire lo sviluppo urbanistico del periodo antecedente questa data. Nel 1441, dopo il passaggio dai domini della Chiesa a quelli di Firenze, al tempo di Cosimo I De’ Medici, Sansepolcro ebbe il suo impianto architettonico definitivo, con il rafforzamento della fortezza, delle mura e con la demolizione dei borghi esterni e la costruzione dei monumentali palazzi nobiliari che caratterizzano ancora oggi i più bei scorci cittadini.

Monterchi

Luogo sacro per gli antichi romani Dagli affreschi di Piero della Francesca al Museo dei Pesi e delle Bilance Arroccato su una collina che si erge isolata, anticamente il Mons Herculis, il Monte d'Ercole, da cui Monterchi, gode di una posizione paesistica invidiabile, tra le colline che digradano verso la valle del Tevere, costellate di antiche pievi medievali e di conventi, uno dei quali proprio a ridosso dei bastioni murari. Anche il centro vero e proprio mantiene quell'impronta medievale, nonostante le distruzioni dovute a vari terremoti, e nelle stradine si aprono piccole botteghe e caratteristici punti di ristoro. Ma ciò che rende universalmente nota Monterchi è la presenza di un capolavoro assoluto: è l'affresco della Madonna del Parto, dipinto da Piero della Francesca attorno al 1459, probabilmente per onorare la madre, nativa di Monterchi.  Un altro piccolo gioiello è poi il Museo di pesi e misure, ospitato nel cinquecentesco Palazzo Massi: si tratta di una straordinaria e numerosissima raccolta di strumenti di tutte le epoche per la misurazione dei più svariati pesi. Si va dalle gigantesche stadere dei secoli passati alle bilance di precisione per gli esperimenti scientifici, illustrati da esaurienti didascalie, per uno dei musei più curiosi di tutto il CentroItalia.  Questo piccolo borgo è centro di iniziative culturali (su tutte l’attività concertistica estiva), nonché artigianali e folkloristiche come la Sagra della Polenta in autunno. Da giugno a settembre è la musica l'appuntamento più atteso con i "Concerti in giardino", presso il Museo della Madonna del Parto. Palazzi, Ville e Castelli arredati con mobili d'epoca, attendono gli ospiti che vogliono trattenersi ad ammirare questi straordinari luoghi di Piero della Francesca.

Cortona

 Sotto il sole della Toscana

Cortona è una piccola accogliente città della Valdichiana, in provincia di Arezzo. La città, racchiusa da una cinta muraria in cui ancora oggi sono visibili tratti etruschi e romani, è stata costruita su di un colle, che raggiunge circa 600 metri di altezza. Questa posizione sopraelevata garantisce un' ottima visuale da diversi punti della città, che consente di ammirare gli splendidi paesaggi della Valdichiana, scorgendo anche il lago Trasimeno. Il centro di Cortona si sviluppa attorno alla Piazza della Repubblica, sulla quale si affaccia il Palazzo Comunale. La città è piccola, ma offre diverse cose interessanti da visitare, tra cui il Museo Diocesano (nel quale conservata una bella tavola dell' Annunciazione del Beato Angelico) ed il MAEC (Museo dell' Accademia Etrusca e della Città di Cortona), nel quale sono esposti, tra le altre cose, molti reperti provenienti dalle diverse aree etrusche della zona. Presso il museo si possono avere informazioni sulle visite al Parco Archeologico di Cortona Da non perdere la visita al bellissimo Santuario di Santa Margherita, patrona della città, ed alla Fortezza del Girifalco. Entrambi si trovano sul punto più alto del colle, al quale si può tranquillamente arrivare camminando, tenendo presente che il percorso è abbastanza breve, ma tutto in salita. Seguendo il percorso che costeggia le mura cittadine si gode oltretutto di bellissimi panorami sui dintorni. La Fortezza del Girifalco, costruita a scopo militare, ha subito nei secoli importanti rimaneggiamenti ed attualmente è visitabile solo in parte. Diversi piccoli negozi di prodotti di artigianato e gastronomia locale si trovano sulle strade principali del centro di Cortona. Nella zona si producono ottimi

vini (siamo oltretutto a pochi chilometri da Montepulciano e Montalcino) e le enoteche non mancano.  In città vi sono diversi ristoranti, per lo più orientati verso la cucina tradizionale locale e toscana (in Valdichiana viene allevata la Chianina, una delle razze bovine italiane più antiche e di qualità). Poco fuori dalle mura di Cortona, si trova l' Eremo francescano Le Celle, primo convento costruito da San Francesco d' Assisi nel 1211, nel quale oggi vive una piccola comunità di frati. Nel corso dei secoli l' eremo ha subito diversi interventi di ristrutturazione ed ampliamento, durante i quali è tuttavia stata preservata la piccola cella di San Francesco, ancora oggi visitabile. In estate a Cortona viene organizzato il Tuscan Sun Festival, rassegna dedicata all' arte a cui partecipano ogni anno star ed artisti internazionali.

 

Altre Manifestazione ad Arezzo

 Giostra del Saracino

Penultimo sabato di Giugno e prima domenica di Settembre. "Corridor vidi per la terra vostra, o Aretini, e vidi gir gualdane, fedir torneamenti e correr giostra...". Divina Commedia, Inferno canto XXII. La Giostra del Saracino si corre in Piazza Grande due volte all'anno: l'edizione notturna il penultimo sabato di giugno e l'edizione diurna la prima domenica di settembre. Partecipano alla sfida i quattro Quartieri in cui è divisa la città: Porta S. Spirito (colori giallo e azzurro), Porta S. Andrea (colori bianco e verde), Porta Crucifera (colori rosso e verde) e Porta del Foro (colori giallo e cremisi).In questa giostra otto cavalieri, due per ogni Quartiere, corrono la "carriera" contro il simulacro del Saracino cercando di colpire con la lancia il punteggio più alto del tabellone (diviso in 12 zone a punteggio vario da 1 a 5) contenuto nello scudo dell'automa. Il "Buratto" o Re delle Indie, percosso dalla lancia, scatta ruotando e gira in aria il mazzafrusto stretto nella sua mano. Questo è costituito da tre palle di cuoio e piombo rivestite di una sostanza che all'urto lasci l'impronta, così è facile stabilire se il cavaliere è stato colpito o meno; in caso affermativo vengono attribuite penalità al punteggio.Vengono corse almeno due "carriere", ma il loro numero può aumentare in caso di spareggio. Vince la Giostra il Quartiere che totalizza il punteggio più elevato. Al Quartiere vincitore viene consegnato l'ambito trofeo della "Lancia d'oro" che ad ogni edizione è dedicata ad un personaggio o ad un particolare evento.Precede la Giostra un lungo corteo nel centro storico e le evoluzioni degli Sbandieratori di Arezzo famosi in tutto il mondo. Ovviamente non possono mancare i Musici della Giostra del Saracino che suonano l'Inno.La più alta autorità è il Maestro di campo che sovrintende allo svolgimento dell'evento, il Cancelliere verbalizza il verdetto dei Giudici, mentre l'Araldo legge la "disfida", annuncia la successione delle carriere e comunica i punti conseguiti da ciascun cavaliere. La Giostra del Saracino è considerata una delle più importanti rievocazioni storiche nazionali. Foto di Alberto Fornasari e Alessandro Farsetti

 Fiera Antiquaria

La Fiera Antiquaria di Arezzo, che si svolge ogni primo sabato e domenica del mese in Piazza Grande, è la più grande d’Italia, con oltre 500 espositori. Nata per prima, su territorio nazionale nel 1968, è la più conosciuta e frequentata. Qui il visitatore potrà fare un tuffo nel passato, concedendosi il piacere della scoperta, in una varietà impressionate di oggettistica, di varie epoche. Ogni edizione della Fiera conta in media ventimila visitatori: collezionisti, antiquari, turisti o semplici curiosi, si concedono una stimolante passeggiata all’aperto tra le bancarelle esposte nei luoghi più caratteristici del centro storico, avendo a disposizione pezzi di antiquariato tra i più disparati: mobili, libri antichi, dipinti, ceramiche, ferrame artistico, vetrate liberty, antichi strumenti scientifici e professionali, orologi, argenti, gioielli, pizzi e merletti, collezioni di vario genere, oggetti art decò e infine modernariato e oggettistica varia. Chiunque l’ha visitata, italiano o straniero, porta a casa un ricordo indimenticabile della nostra città: è davvero un appuntamento da non perdere!